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Destinazioni,  Emilia Romagna

Ferrara: Città d’arte, Storia, Cultura e…Biciclette! (Emilia Romagna)

Una delle città più belle dell’Emilia Romagna è sicuramente Ferrara, città d’arte, di storia, cultura e Biciclette che, nel centro storico, sostituiscono quasi completamente le automobili. Scopriamo insieme questa città dai mille volti.

COSA VEDERE:

  • Palazzo dei Diamanti
  • Parco Massari
  • Orto Botanico
  • Corso Ercole d’Este
  • Casa di Ludovico Ariosto
  • Castello Estense
  • Cattedrale di San Giorgio
  • Piazza della Cattedrale
  • Piazza Trento e Trieste (prima Piazza delle Erbe)
  • Museo della Cattedrale
  • Palazzo della Ragione
  • Torre dell’Orologio
  • Piazza del Municipio
  • Biblioteca Ariostea
  • Museo Casa Romei
  • Palazzo Schifanoia
  • Museo di Storia Naturale
  • Mura di Cinta
  • Monastero Sant’Antonio in Polesine
  • Via delle Volte
  • Museo Archeologico Nazionale

IL NOSTRO TOUR DI FERRARA:

È mattina presto quando giungiamo alle porte dell’elegante Ferrara.

Come una raffinata donna d’altri tempi si presenta sfoggiando uno degli edifici più particolari mai visti: il Palazzo dei Diamanti. Bello e unico, lo scorgiamo a pochi passi dal nostro parcheggio. Altezzoso, sa che è impossibile non notarlo. Come attratti da una calamita ci avviciniamo. Il marmo bianco, dei suoi 8500 blocchi, lascia intravedere qualche sfumatura di rosa, complice il sole che lo bacia con i suoi raggi.

È chiamato così, perché le pareti esterne che sembrano volersi liberare dalle mura, assomigliano a delle preziose punte di diamante. Era questo l’effetto che voleva dare B. Rossetti, che nel 1493 diede vita a questo edificio, dopo che Ercole d’Este, signore della città, volle ampliare i suoi confini.

Nel primo piano del Palazzo si trova la Pinacoteca Nazionale, che ospita preziosissime opere di Tura e del Mantegna, mentre le altre sale accolgono spesso mostre di richiamo mondiale.  

Diamo un’occhiata all’adiacente Parco Massari, considerato il polmone verde della città e vicino al quale si estende per ben 4500 metri di superficie, l’Orto Botanico dell’Università di Ferrara, noto fin dal 1771 per l’enorme varietà di piante esotiche presenti.

Ci incamminiamo verso il centro della cittadina, lungo Corso Ercole d’Este, caratteristica via famosa per essere correlata al romanzo “I giardini dei Finizi-Contini” di Giorgio Bassani anche se, in realtà, i giardini a cui lo scrittore si riferisce si trovano a Ninfa, nel Lazio. Il Corso, però, è anche celebre per aver dato ispirazione a Giosuè Carducci che lo ricorda nella sua “Alla città di Ferrara” e a registi come Michelangelo Antonioni che la sceglie come scenografia per la pellicola “Al di là delle nuvole”.

Percorriamo la via fino in fondo ed ecco, mostrarsi in tutta la sua maestosità, il simbolo di Ferrara: Il Castello Estense. Imponente e fiero, si sente intoccabile, protetto dalle acque verdi del fossato perimetrale che cingono le sue mura color ruggine senza allentare la presa.

Prima di essere una residenza nobiliare, furono tante le sue funzioni, da sede militare a scuderia, ma il suo scopo primario, fu ricoprire il ruolo di rifugio per il Marchese Nicolò II d’Este. Egli stesso ne ordinò la costruzione.

La prima pietra del maniero, venne posta il giorno di San Michele, 29 settembre dell’anno 1385. Per questo, molti ferraresi, ancora oggi lo chiamano, il Castello di San Michele.

I ponti levatoi sono l’unico modo per accedervi. Attraversarli vuol dire catapultarci in un’altra epoca, mondo, dimensione.

 Siamo pronti, entriamo.

Gli appartamenti sontuosi, anche se pur privi di mobilia, le cucine, le tetre prigioni, la sala del consiglio, degli stemmi e la cappella conservano un indescrivibile profumo medievale. Il tempo si ferma. Le possenti mura non danno modo di capire che fuori c’è ancora la moderna realtà che conosciamo. Passo dopo passo arriviamo alla Loggia degli Aranci, meravigliosa terrazza che ispirò l’Orlando Furioso di Ariosto.

Tra le righe dell’opera troviamo la sua descrizione: “Sopra gli altissimi archi, che puntelli, parean che dal ciel fossimo a vederli. Eran giardin sì spaziosi e belli che saria al piano anco fatica averli. Verdeggiar gli odoriferi arboscelli si puon veder fra i luminosi merli, ch’adorni son l’estate e il verno tutti di vaghi fiori e di maturi fiori”.

Accanto alla Loggia, una delle quattro Torri poste agli angoli del castello, evoca storie di tempi remoti. È la Torre dei Leoni, teatro di una dolorosa leggenda. Si racconta che tra le sue mura, vennero segregati Parsina Malatesta, giovane sposa di Nicola III d’Este e il figlio di quest’ultimo, Ugo, avuto dalla prima moglie. I due ragazzi si innamorarono e, una volta scoperti, furono rinchiusi prima di essere giustiziati per adulterio.

C’è chi giura di sentire ancora oggi, durante la notte, urla e pianti provenire dai sotterranei del castello. Che siano le anime dei due sventurati amanti?

Prima di andare via, sostiamo qualche istante nell’ingresso per cercare di percepire qualche flebile lamento, ma senza successo, così ci allontaniamo lasciandoci alle spalle il medioevo per tornare alla realtà.

Ci dirigiamo così, verso Piazza della Cattedrale, il cuore pulsante di Ferrara, dove si palesa in tutto il suo splendore il Duomo di San Giorgio.

Gli interni ristrutturati in stile barocco, dopo essere andati letteralmente in fumo a seguito di un incendio, si trovano in contrasto con la facciata di marmo bianca, che presenta altre due espressioni stilistiche, romanica sulla parte sottostante e gotica nella parte alta le quali, se pur discordanti tra loro, si armonizzano sulla cattedrale come due correnti dello stesso mare.

Sul portone padroneggia il rilievo di San Giorgio che uccide il drago, ma ad attirare l’attenzione sono anche le “strane” colonne, diverse una dall’altra, pare per opera del diavolo. Si racconta che il maligno, cercò di sabotare la perfezione della Cattedrale la notte prima della sua “inaugurazione” rovinandone le colonne.

Le singolari colonne, però, anziché turbare, sorpresero positivamente i ferraresi, che apprezzarono a accolsero con ardore la novità, facendo così allontanare un demonio sconfitto.

Rivolte verso Piazza Trento e Trieste, una volta piazza delle Erbe, guardano fiere del loro aspetto, il Museo della Cattedrale, il Palazzo della Ragione e l’incompiuta, cinquecentesca, Torre dell’Orologio e impreziosiscono la piazza sempre animata e colorata, durante l’anno da bancarelle che nel periodo di Natale, lasciano spazio ai caratteristici mercatini.

Prima di proseguire la nostra passeggiata, ci soffermiamo però a curiosare al di là di un arco posto di fronte a Piazza della Cattedrale. Varcata la soglia ci troviamo nella peculiare Piazza del Municipio, che ospita il Palazzo Comunale, anticamente Palazzo ducale e prima residenza della famiglia d’Este.

Dopo questo viaggio nella cultura, nel centro storico di Ferrara, dichiarato patrimonio dell’Unesco dal 1995, ci perdiamo lungo le strade ricche di negozi e bar dove a farla da padrone sono i ritmi calmi e tranquilli, insoliti per una città.

Il tempo sembra scorrere lentamente e la quasi totale assenza di veicoli a motore rende l’atmosfera molto rilassante. Ferrara è conosciuta come la “città delle biciclette” e infatti noi, percorrendone le strade a piedi, ne abbiamo incontrate veramente tante!

Passeggiamo fino ad arrivare alla Biblioteca Ariostea, Palazzo Paradiso, dove, in una sala, si trova il monumento funebre di Ludovico Ariosto.

Ci soffermiamo a vedere il Museo Casa Romei, abitazione di un facoltoso mercante arricchita di pregiati dipinti e affreschi, in seguito al suo vantaggioso matrimonio con Polisenna d’Este.

Non meno importante, non distante da qui, troviamo il Palazzo Schifanoia. Lo strano nome gli venne dato dal duca Alberto V d’Este, che lo fece costruire nel 1835 come luogo di ozio dove poter appunto, “schivar la noia”.

Custodisce al suo interno una meravigliosa sala, il Salone dei Mesi, affrescata con opere a tema mitologico e astrologico che, ripercorrendo il ciclo dei mesi, elogiano il buon governo portato avanti dal duca durante il suo impegno per la città.

Merita una visita, il vicino Museo di Storia Naturale che, dal 1872, delinea nelle sue sale, dei percorsi creati ad hoc per i visitatori attraverso tour virtuali e aree espositive che spaziano dalla geologia alla zoologia.

Prima di proseguire sostiamo per un po’ nel vicino Monastero delle Monache di clausura di Sant’Antonio in Polesine, fondato da Beatrice d’Este. Se si arriva nel momento giusto, alle 15, è possibile ascoltare le clarisse intonare canti in gregoriano in un’atmosfera estremamente suggestiva. Si può visitare il chiostro e la chiesa, che conserva affreschi di scuola Giottesca nelle tre cappelle, oltre a un’urna contenente un fluido miracoloso. Il liquido, che si autoproduce ogni anno da novembre a marzo, è il rinnovo dell’acqua con cui venne lavata Beatrice d’Este dopo la sua morte, messa in delle ampolle che guarirono ammalati di ogni genere.

Continuiamo ancora il giro avvicinandoci alle Mura, percorribili a piedi o in bici, che cingono la città per ben 9 chilometri.

Lungo il tragitto incontriamo una delle strade più simboliche della città, Via delle Volte. Antica via del commercio medievale, è caratterizzata dalla pavimentazione a ciottoli, sassi e mattoncini. Viene descritta spesso come luogo dall’atmosfera surreale, romantica ma che al calar delle tenebre diventa minacciosa, celando misteri e ombre accompagnate da strani bisbigli.

Forse nei primi anni del millennio, fu teatro di cupe e sanguinose vicende, ma al giorno d’oggi è uno dei miglior posti dove poter scoprire le tipicità culinarie ferraresi. Profumo di Pasticcio di Maccheroncini e Salama al Sugo affianca l’odore altri tipici piatti emiliani sempre accompagnati dal particolare Pane Igt di Ferrara chiamato Coppia e da una gustosa fetta di Torta Tenerina.

Torniamo verso il centro città, dove prima di riprendere la macchina, ci aspetta l’ultima visita della giornata, il Museo Archeologico Nazionale, che conserva reperti storici dell’etrusca città di Spina, rinvenuti in seguito alle bonifiche delle limitrofe Valli di Comacchio.

Questo posto è talmente bello che non vorremmo più andare via, così decidiamo di fermarci per cena al cospetto della suggestiva presenza del Castello Estense anche dopo il tramonto.

Ora è davvero giunto il momento di salutare Ferrara, città dai lenti ritmi, impreziosita da eccezionali luoghi storici, ricchi di arte e cultura.

PIATTI TIPICI DI FERRARA:

PRINCIPALI EVENTI E MANIFESTAZIONI:

  • MAGGIO: Palio di Ferrara

Manifestazione storica medievale risalente al 1259, durante la quale competono in una corsa le contrade della città.

  • MAGGIO: Arteforum, festival della musica

Festival interamente dedicato all’arte e alla musica

  • GIUGNO: Ferrara in fiaba

Evento dedicato soprattutto alle famiglie e ai bambini

  • AGOSTO: Ferrara Bunkers Festival

Festival itinerante in cui gli artisti di strada animano, colorano e rallegrano le principali vie cittadine.

Evento storico con rievocazione medievale di tornei, musiche, danze e spettacoli che animano ancora oggi le vie cittadine.

Festival imperdibile, completamente dedicato al meraviglioso mondo delle mongolfiere

NEI DINTORNI:

  • Comacchio
  • Bologna
  • Delta del Po
  • Mantova
  • Parco del Mincio
  • Valeggio sul Mincio
  • Giardino Sigurtà
  • Ravenna
  • Bosco e Castello di Mesola
  • Padova
  • Abbazia di Pomposa
  • Cento

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