Interviste

Autunno in Veneto: alla scoperta del viaggio (e dei semi americani) dietro “Le Zucche di Emily”

8–12 minuti

Se anche voi, non appena l’aria si rinfresca e le foglie si tingono d’oro, iniziate a sognare i paesaggi del New England, le atmosfere accoglienti degli Stati Uniti e quel mood autunnale così magico che gli americani chiamano fall, beh… siete nel posto giusto!
Oggi vi porto a scoprire una chicca pazzesca in Veneto, a Musile di Piave. Ho fatto quattro chiacchiere con Emily, la mente e il cuore (insieme a suo marito Matteo) del progetto “Le zucche di Emily“.
Non si tratta del solito campo di zucche commerciale, ma di un vero e proprio pezzetto di America coltivato con amore, nato direttamente dai loro diari di viaggio.
Mettetevi comodi e lasciatevi trasportare in questo viaggio tra mete lontane, passioni di famiglia e zucche giganti!

L’intervista a Emily: una passione che attraversa l’oceano

Ciao Emily! Raccontaci di voi. Chi siete e come nasce la vostra attività?

Siamo Emily e Matteo, marito e moglie, e abbiamo deciso di intraprendere questa attività per portare in Veneto un pezzetto della nostra passione per gli Stati Uniti, soprattutto per il periodo del foliage e dell’autunno.
A noi piace molto l’idea di condividere non solo lo spirito di Halloween, ma tutto quello che gli americani definiscono fall: il periodo autunnale, con i suoi colori, le zucche e tutto quel mood che abbiamo scoperto e amato durante i nostri viaggi tra Stati Uniti e Canada, a stretto contatto con la natura.

A un certo punto ci siamo detti: perché non provare a portare anche in Italia un pezzetto di tutto quello che abbiamo vissuto durante i nostri viaggi? Avevamo a disposizione, a casa dei miei genitori, un piccolo spazio dove poter iniziare a coltivare le prime zucche e così abbiamo deciso di metterci in gioco e provare a trasformare questa nostra passione in qualcosa di concreto.

Cosa vi ha ispirato ad aprire le porte al pubblico?

Abbiamo deciso di aprire le porte al pubblico proprio perché volevamo condividere con gli altri quella che è stata, prima di tutto, la nostra esperienza di viaggio.
Ci piace raccontare la nostra visione degli Stati Uniti, che molto spesso è diversa dall’immaginario collettivo che si ha dell’America, soprattutto per quanto riguarda il periodo autunnale. In Italia, infatti, l’autunno americano viene spesso associato quasi esclusivamente ad Halloween, mentre Halloween è solo una parte di un mondo molto più ampio. Una volta messa da parte quella che può essere considerata una festa più commerciale, c’è tutto un universo legato all’autunno: dall’home decor alla cucina, fino alla valorizzazione dei colori e delle atmosfere tipiche di questa stagione. Gli americani riescono a valorizzare tantissimo questo periodo dell’anno.

In Italia, invece, siamo forse più abituati a celebrare la primavera, con i tulipani e le fioriture, mentre l’autunno viene spesso visto semplicemente attraverso le zucche e, ancora una volta, collegato ad Halloween. A noi piace quindi raccontare una visione più globale e completa dell’autunno, cercando di far scoprire anche tutti quegli aspetti che spesso non vengono considerati,
ma che per noi hanno reso questa stagione così affascinante durante i nostri viaggi.

Dai viaggi alla terra: come avete unito questa passione alla coltivazione?

Per non dilungarmi troppo, direi che siamo riusciti a collegare i nostri viaggi al campo di zucche attraverso una scelta molto precisa: utilizzare esclusivamente semi provenienti dagli Stati Uniti. Da noi, quindi, troverete solo varietà particolari, selezionate personalmente da noi durante i nostri viaggi negli Stati Uniti. Nel corso degli anni abbiamo avuto semi provenienti dagli Stati del Nord, al confine con il Canada, quindi principalmente dalla zona del New England. Abbiamo poi acquistato e selezionato semi anche in Florida e, nel 2026, abbiamo portato in campo tutti i semi acquistati durante il nostro ultimo viaggio in Texas. Per noi questo è sicuramente un modo speciale per creare un filo conduttore tra le esperienze che viviamo oltreoceano e quello che oggi coltiviamo qui in Veneto.

Quali varietà si possono trovare nel vostro campo?

Coltiviamo diverse tipologie di zucche, sia commestibili che decorative. Nella sezione decorativa troviamo la classica zucca di Halloween, le piccole zucchette ornamentali e, soprattutto, le Big Pumpkin o Giant Pumpkin: il nome cambia a seconda dello Stato, ma parliamo delle grandi zucche da record! Negli ultimi anni siamo riusciti a raggiungere anche i 40-50 kg, che per una zucca non sono sicuramente pochi! Per quanto riguarda invece le zucche commestibili, negli anni abbiamo coltivato diverse varietà perché ci piace sperimentare e cambiare. Quest’anno, in particolare, abbiamo le Spaghetti (che negli anni precedenti sono piaciute molto), le Blue Ballet, le Boston Marrow, le Butternut e le Butterbush.

Quando ho iniziato ad approfondire questo mondo per me è stato come aprire un vaso di Pandora: ho scoperto un universo legato alle zucche che prima ignoravo completamente. Continuiamo a sperimentare in base ai luoghi che visitiamo e acquistiamo semi diversi durante i nostri viaggi; proprio per questo nel nostro campo non troverete mai esattamente le stesse varietà ogni anno!

Quali tipi di zucche attirano di più l’attenzione dei visitatori, sia per l’uso culinario che
decorativo?

In realtà suscitiamo sempre molto stupore con tutte le nostre varietà. Una volta che le persone ci scoprono, riusciamo un po’ ad appassionarle a questo mondo, ed è sicuramente la cosa più bella e gratificante per noi. Per questo non saprei indicare una sola tipologia, anche se posso sicuramente citare la Porcelain Doll. È una particolare zucca di colore rosa, completamente commestibile dalla buccia alla polpa, ma allo stesso tempo splendida da utilizzare nelle decorazioni. Probabilmente è proprio lei che negli anni ha riscosso più successo, grazie alla sua particolarità e al suo aspetto davvero insolito!

Che risposta avete avuto dalla comunità di Musile di Piave e dai comuni limitrofi?

Ci siamo costruiti un po’ da soli, in autonomia, soprattutto attraverso i social, che io già utilizzavo grazie al blog di viaggi aperto insieme a mio marito nel 2016. Tutto è nato e cresciuto principalmente attraverso l’autopromozione e il passaparola. Ci sono sicuramente ancora tantissime persone che, nonostante il progetto sia ormai avviato, non conoscono la nostra realtà. Ed è proprio
questo uno degli aspetti sui quali stiamo cercando di lavorare maggiormente: farci conoscere e raccontare sempre di più quello che facciamo.

Un pizzico di America in Veneto: arriva il “Farm Stand” self-service

Quest’anno avete introdotto una vendita molto particolare. Ci racconti a cosa si ispira e come
funziona?

Esatto! Quest’anno abbiamo deciso di introdurre una formula completamente nuova per la vendita.
Non solo la classica vendita diretta in campo: abbiamo scelto di utilizzare un piccolo Farm stand, ispirandoci a una formula che abbiamo visto spesso negli Stati Uniti: i piccoli stand self-service utilizzati da chi produce e vende direttamente da casa i propri prodotti.

L’idea è nata anche dalla mia passione per i social, dove seguo moltissime piccole imprenditrici americane che organizzano questi piccoli spazi davanti casa, spesso come vere e proprie bakery in modalità self-service. Abbiamo pensato che fosse la formula ideale anche per noi, perché non volevamo vincolare le persone a raggiungerci esclusivamente nei pochi momenti in cui siamo
disponibili, principalmente durante il weekend. Con il farm stand possiamo ampliare gli orari di apertura e renderli molto più flessibili, dando la possibilità a più persone di venire a trovarci quando preferiscono. Richiama ancora una volta quel mondo americano che tanto ci ha ispirato!

Quali sono i vostri progetti per il futuro?

Ci auguriamo sicuramente che questa attività possa crescere e svilupparsi sempre di più. Non è semplice, perché nella vita ci occupiamo anche di altro a livello lavorativo e riuscire a dedicare tutto il tempo che vorremmo a questo progetto è una sfida. Inoltre, sappiamo che la burocrazia in Italia è tanta e che in questo settore gli aiuti non sono sempre così numerosi.
Le idee sarebbero tantissime, ma spesso ci scontriamo con il fatto che non tutto quello che vorremmo realizzare è facilmente applicabile qui. A volte sembra esserci sempre un cavillo, un vincolo o una difficoltà burocratica che complica le cose, e questo ci dispiace molto. Detto questo, cercheremo comunque di fare del nostro meglio per far conoscere la nostra realtà e portare un po’ di
quell’atmosfera autunnale che tanto amiamo nelle case di tutti.

Cosa differenzia la vostra attività da quelle più “commerciali”?

Credo che a distinguerci sia proprio il fatto che cerchiamo davvero di portare un po’ di America in Veneto. La scelta di selezionare personalmente i semi negli Stati Uniti e portarli a casa dai nostri viaggi rende la nostra realtà diversa. Ma non è solo una questione di varietà: a me piace molto l’America in generale e il loro modo di proporre e valorizzare le cose. Questo fa sì che ogni anno cerchi di inventarmi qualcosa di nuovo prendendo ispirazione dai loro trend, cercando di anticipare mode e idee che magari qui ancora non si vedono. Ci piace proporre qualcosa di diverso e, possibilmente, mai visto prima!

I consigli di Emily: come far durare le zucche (e una chicca finale!)

Vuoi darci qualche consiglio speciale su come mantenere e usare le zucche a casa?

Le zucche sono il risultato di un processo naturale e vanno trattate nel modo corretto. La prima accortezza è di conservarle in un luogo fresco, asciutto e possibilmente lontano dalla luce diretta. Se tenute in casa avranno una durata maggiore, mentre all’esterno seguiranno più velocemente il loro naturale ciclo di deterioramento.

Ricordate che una volta intagliata o aperta, una zucca dura indicativamente dalle 24 alle 48 ore. Al contrario, una zucca integra può conservarsi anche per diversi mesi, sia commestibile che decorativa (la zucca di Halloween è tra le più delicate e tende a durare meno). Per la decorazione, io consiglio sempre di non limitarsi alle zucchette ornamentali, ma di utilizzare anche le varietà
commestibili: hanno bucce più resistenti, forme e colori bellissimi che rendono la casa particolare.
E c’è un vantaggio: una volta che ci siamo stancati di usarle come decorazione, molte di queste zucche possono essere tranquillamente mangiate! Così uniamo l’aspetto estetico a quello alimentare, evitando lo spreco.

C’è un’ultima curiosità che ti va di condividere con noi?

Sì! Riguarda una particolarità linguistica che abbiamo scoperto all’inizio di questo progetto. Ci siamo imbattuti nella vendita di semi e per noi è stata una vera rivelazione: in italiano parliamo semplicemente di “zucche”, mentre in inglese esiste una distinzione più ampia. Abbiamo scoperto infatti che tutte le pumpkin sono squash, ma non tutte le squash sono pumpkin!
La parola squash identifica in senso ampio tutta la famiglia delle zucche (comprese quelle estive come le zucchine), mentre pumpkin indica una categoria più specifica: la classica zucca dalla forma tondeggiante e dal caratteristico colore arancione.

È una piccola curiosità che abbiamo imparato viaggiando e che ci ha fatto capire quanto sia vasto e affascinante questo mondo, molto più di quanto immaginassimo all’inizio!

Se anche voi volete concedervi una coccola in perfetto fall mood, lasciarvi stupire dalle sfumature insolite di una zucca rosa o semplicemente sostenere un bellissimo progetto indipendente nato dal passaparola e dall’amore per i viaggi, sapete esattamente dove andare.
Fate un salto a Musile di Piave e lasciatevi catturare da questa atmosfera unica!

INFORMAZIONI UTILI

Dove si trova: Musile di Piave (VE)
Orari di apertura del Farm Stand: Tutti i giorni dalle 8:00 alle 18:00
Per aggiornamenti e novità: Seguiteli sul profilo ufficiale Instagram di @lezucche_di_emily

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