Destinazioni,  Friuli Venezia Giulia

Il Museo delle Case Narranti a Campolonghetto: il Borgo Dipinto del Friuli

8–12 minuti

Se sei alla ricerca di mete insolite e fuori dai circuiti di massa, esiste un luogo in Friuli-Venezia Giulia in cui i muri hanno letteralmente imparato a parlare. Siamo a Campolonghetto, una frazione del comune di Bagnaria Arsa (in provincia di Udine) che, dal 2022, si è trasformata nel Museo delle Case Narranti FVG.

Questo straordinario progetto di arte urbana e rigenerazione sociale ha convertito le facciate delle abitazioni private in tele giganti a cielo aperto. Camminare per le vie di questo borgo dipinto significa fare un viaggio a ritroso nel tempo, tra leggende friulane, antichi mestieri e omaggi a figure monumentali che hanno segnato la storia e la cultura italiana.

Cos’è il Museo delle Case Narranti? La storia del progetto

Il progetto del borgo dipinto nasce nel 2022 dall’incontro tra l’artista Daniele Armieri e il Circolo Culturale Sportivo Ricreativo di Campolonghetto-Chiarmacis. L’idea è stata quella di importare in terra friulana l’esperienza artistica avviata assieme ad altri artisti (alcuni dei quali hanno partecipato anche all’edizione friulana) anni prima a Potame (Cosenza), paese da cui si è trasferito: un ponte culturale suggestivo tra Sud e Nord Italia, capace di unire territori geograficamente distanti sotto il segno del riscatto dei piccoli borghi rurali, della rigenerazione comunitaria e del turismo sostenibile.

La vera magia del Museo delle Case Narranti risiede nella sua natura comunitaria. I residenti del paese hanno “donato” le pareti esterne delle proprie case ad artisti, writer e scultori provenienti da tutta la regione e non solo.

A raccogliere e coordinare questa sfida con passione è il gruppo di volontari dell’associazione locale. Oggi il museo diffuso conta decine di murales e diverse sculture, continuando ad arricchirsi ed evolversi di anno in anno grazie al talento donato dai bravissimi artisti.

Cosa vedere a Campolonghetto: i murales e le sculture

Passeggiando senza fretta per le vie del paese, ci si imbatte in decine di opere tra stili classici, pittura contemporanea e installazioni scultoree, pensate per stimolare curiosità e riflessione nel visitatore. Il percorso artistico affronta diverse macro-tematiche:

Miti e leggende del Friuli

Una parte cospicua dei murales è dedicata al folklore locale. Sulle pareti prendono vita creature fantastiche e racconti tramandati per generazioni intorno al fogolâr (il tipico caminetto friulano): spiccano le Agane, figure mitologiche legate all’acqua descritte a volte come streghe, altre come fate benevole protettrici dei corsi d’acqua e dei fiumi regionali, e lo Sbliff, leggendario folletto del bosco, minuscolo e dispettoso seppur buono di cuore.

Antichi Mestieri e Giochi di una Volta

Il museo è un archivio visivo della vita rurale del Novecento. Diversi dipinti ritraggono scene di quotidianità passata, come il lavoro nei campi, macchinari agricoli, ambientazioni agricole e fauna del territorio. Notiamo le mondine che all’inizio del ‘900 lavoravano nelle molte risaie presenti.

In un altro dipinto possiamo vedere i giochi semplici come la morra, o l’albero della cuccagna, ormai dimenticati nell’era digitale, rappresentati sul muro di una storica osteria, la stessa che negli anni ‘60 mise la prima tv del paese e dove, oltre a preparare l’aringa, piatto tipico del luogo, creava un senso di comunità e aggregazione degli abitanti. C’è anche spazio per i bambini, con due murales orizzontali giocabili con il gioco dell’oca e la campana.

Troviamo anche due sport tradizionali: le bocce e il tiro alla fune, sport particolarmente identitario per Campolonghetto. Già nel 1938 la squadra locale disputò la finale nazionale a Pisa confrontandosi con la blasonata OSRAM Milano, negli anni ’70 nacque poi una nuova formazione formidabile che, nel solo 1975, su 13 tornei regionali disputati ne vinse 11 conquistando 2 secondi posti. La stessa squadra contribuì alla realizzazione del bocciodromo, tuttora vivace punto di ritrovo della frazione, e gli atleti ritratti sul murale sono proprio i componenti di quella storica squadra.

Gli omaggi ai grandi personaggi

Le facciate celebrano anche figure monumentali della cultura, della scienza, dell’attivismo e della spiritualità che hanno avuto un profondo legame con il Friuli o con i valori universali del progetto:

  • Margherita Hack: l’astrofisica, che ha vissuto e lavorato a lungo a Trieste, viene ricordata in un’opera suggestiva che unisce scienza e poesia cosmica. Il murale si fonde armoniosamente sulla stessa parete con una scena di quotidianità d’epoca, richiamando la consuetudine di sedersi all’aperto a narrare storie ed esperienze.
  • Tina Modotti: straordinaria fotografa e attivista nata a Udine, simbolo internazionale di emancipazione femminile, arte e impegno sociale, ritratta con grandissima intensità espressiva.
  • Pier Paolo Pasolini: un tributo immancabile nel panorama regionale, che celebra il legame indissolubile del poeta e regista con Casarsa della Delizia e la musicalità della lingua friulana.
  • Padre David Maria Turoldo: religioso, teologo e poeta friulano, tra le voci morali e letterarie più autorevoli e appassionate del Novecento italiano, fiero testimone della cultura della propria terra.

L’evento «Campolonghetto, un paese a colori»

Il Museo delle Case Narranti non è un’esposizione statica, ma un organismo artistico vivo e in continua evoluzione. Ogni anno, durante il secondo fine settimana di giugno, si tiene la manifestazione «Campolonghetto, un paese a colori»: durante questo weekend di festa il borgo si anima con artisti all’opera dal vivo sulle pareti, musicisti, laboratori creativi per bambini e incontri culturali. È il momento ideale per visitare il borgo se desideri vedere l’arte nascere in diretta sotto i tuoi occhi e scambiare due parole con gli autori.

Come visitare il borgo: itinerari a piedi, in bici e via web app

Il Museo delle Case Narranti si visita comodamente a piedi, in totale autonomia e in modo del tutto gratuito: non ci sono biglietti d’ingresso né cancelli o orari da rispettare, l’arte è a disposizione di chiunque percorra le vie del paese. Accanto a ciascuna opera è presente un QR code che rimanda a una comoda web app dedicata: da qui è possibile leggere le schede descrittive approfondite e ascoltare le audioguide registrate direttamente dalle voci dei volontari della comunità.

Il percorso «10.000 Passi di Salute»

Il Comune di Bagnaria Arsa, che supporta questa iniziativa fin dal primo giorno, ha inoltre valorizzato le vie della frazione inserendole nel progetto regionale «10.000 passi di salute». Si tratta di un percorso ciclo-pedonale segnalato, pianeggiante e sicuro, ideale per famiglie, anziani e amanti del Nordic Walking. L’itinerario unisce il benessere dell’attività motoria all’aria aperta alla scoperta culturale, permettendo di ammirare le case dipinte in totale tranquillità, lontano dal traffico.

Perché il Museo delle Case Narranti merita una visita

In un’epoca dominata dal turismo frenetico «mordi e fuggi», Campolonghetto invita a rallentare il passo. Questo borgo dipinto dimostra che la bellezza, la memoria e l’arte non risiedono unicamente nei grandi musei delle metropoli, ma possono fiorire spontaneamente sulle pareti di una piccola frazione friulana. È la tappa perfetta per chi è alla ricerca di storie autentiche da raccontare e per qualunque viaggiatore voglia scoprire il volto più intimo, colorato e accogliente del Friuli-Venezia Giulia.

INFORMAZIONI PRATICHE PER LA TUA VISITA

Dove si trova

Campolonghetto, frazione di Bagnaria Arsa (UD), Friuli-Venezia Giulia

Come arrivare

In auto: comodamente raggiungibile tramite l’uscita autostradale di Palmanova (A4/A23), situata a pochissimi chilometri dal borgo. Ampio parcheggio gratuito disponibile al centro della frazione.

Costo d’ingresso

Completamente gratuito (museo a cielo aperto accessibile liberamente 24 ore su 24, 7 giorni su 7).

Tempo di visita

Circa 1 ora e mezza per passeggiare con calma, ammirare murales e sculture, scattare fotografie e consultare l’audioguida via web app.

⭐SCHEDA DELL’ACCESSIBILITA’

ACCESSIBILITÀ MOTORIA ⭐⭐⭐⭐⭐ (5/5)

L’intero anello espositivo del Museo delle Case Narranti si sviluppa nel cuore della pianura friulana, eliminando alla radice il problema di salite ripide o dislivelli naturali. Le strade e i vicoli del borgo sono completamente pianeggianti, asfaltati o pavimentati in porfido regolare con fughe strette, risultando perfetti e fluidi per le carrozzine.

I murales e le sculture si trovano tutti sulle facciate esterne o lungo i margini della via pubblica, a raso, escludendo barriere architettoniche, gradini o ingressi stretti da superare. Anche i raccordi tra la carreggiata e i rari marciapiedi sono smussati sotto i 2 cm, garantendo un’autonomia di movimento totale e in piena sicurezza.

ACCESSIBILITÀ SENSORIALE ⭐⭐⭐ (4/5)

Accanto alla maggior parte delle opere d’arte sono posizionate targhe informative con codici QR a un’altezza accessibile (circa 110-130 cm): una volta scansionati con lo smartphone, rimandano a schede web dotate di un’audioguida integrata e testi ottimizzati per i software di sintesi vocale (Screen Reader).

PET FRIENDLY ⭐⭐⭐⭐⭐ (5/5)

Trattandosi di un museo d’arte totalmente all’aperto integrato all’interno delle vie pubbliche di un tranquillo borgo rurale, Campolonghetto è una meta ideale da esplorare con i propri amici a quattro zampe. I cani, condotti al guinzaglio, possono passeggiare liberamente ovunque e godersi l’itinerario a tempo indeterminato insieme ai padroni.

Non essendoci barriere, tornelli o interni museali restrittivi, non esistono divieti di accesso di alcun tipo. Inoltre, il percorso si connette a un anello naturalistico di circa 9 km tra i campi circostanti, perfetto per una passeggiata rigenerante nel verde della campagna friulana.

ADATTA A BAMBINI E RAGAZZI ⭐⭐⭐⭐⭐ (5/5)

Campolonghetto è una destinazione fantastica per una gita in famiglia all’insegna del turismo lento e stimolante. Le strade interne del paese sono inserite in una “Zona 30” a traffico locale quasi inesistente, il che permette di spingere i passeggini (anche gemellari) in totale serenità e di far camminare i bambini piccoli senza lo stress delle auto.

Per i ragazzi, la visita si trasforma in una divertente “caccia al tesoro” interattiva alla ricerca dei murales nascosti e delle sculture, con il valore aggiunto dei QR Code che permettono loro di scoprire in modo tecnologico le leggende e i giochi tradizionali di un tempo, come l’albero della cuccagna o la morra.

🌿 Viaggia Eco: Campolonghetto Sostenibile

Campolonghetto è il manifesto perfetto del turismo lento ed ecosostenibile in Friuli-Venezia Giulia.

Raggiungibile facilmente in bicicletta tramite le piste ciclabili che collegano la vicina città fortezza di Palmanova, il borgo invita a spegnere il motore e a essere esplorato rigorosamente a piedi.

La filosofia del Museo delle Case Narranti sposa il rispetto per l’ambiente e il territorio: l’itinerario artistico valorizza l’architettura rurale esistente senza cementificare, integrandosi con un percorso naturalistico ad anello di circa 9 km tra campi e risorgive.

Per chi viaggia in elettrico, la sostenibilità continua anche fuori dal borgo: a soli 6 minuti d’auto, nei pressi del casello autostradale, si trova un hub di ricarica ultra-rapida (HPC) con stazioni Ionity, Smatrics EnBW, Atlante ed Ewiva, oltre ai Tesla Supercharger del vicino Palmanova Village.

Una sosta a impatto zero che permette di ricaricare il veicolo con energia pulita mentre ci si perde tra i colori e le storie del paese.

❓ FAQ: Domande Frequenti su Campolonghetto

Quanto costa il biglietto per visitare il Museo delle Case Narranti?

L’ingresso è completamente gratuito. Il museo è un percorso diffuso all’aperto tra le vie del paese, accessibile a chiunque senza biglietto.

Quali sono gli orari di apertura?

Non ci sono orari o cancelli. Le opere si trovano sulle facciate delle case e lungo le strade, quindi il borgo è visitabile 24 ore su 24, 7 giorni su 7, in qualsiasi periodo dell’anno.

Come posso conoscere la storia dei singoli murales?

Accanto alla maggior parte dei dipinti è installato un codice QR. Ti basterà inquadrarlo con la fotocamera dello smartphone per accedere subito a testi e contenuti audio che spiegano il significato dell’opera e la storia della tradizione friulana a cui è ispirata.

Quanto tempo ci vuole per visitare il borgo?

Per passeggiare con calma tra le vie, ammirare gli oltre 30 murales, scoprire le sculture e leggere le storie tramite QR code, calcola una visita di circa 1 ora e mezza o 2 ore.

Il percorso è accessibile a passeggini e persone con disabilità motoria?

Sì, trattandosi di un itinerario che si sviluppa lungo le normali strade asfaltate e i vicoli pianeggianti del centro abitato, la visita è completamente accessibile e priva di barriere architettoniche significative.

NEI DINTORNI

Grazie alla posizione baricentrica, la visita si abbina alla perfezione con:

  • la vicina città fortezza di Palmanova (patrimonio UNESCO)
  • l’area archeologica di Aquileia
  • il borgo medievale fortificato di Strassoldo

PREVISIONI METEO

CAMPOLONGHETTO WEATHER

SEGUICI SU

SE QUESTO ARTICOLO TI E’ PIACIUTO CONDIVIDILO SU

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *