The Wallà
Veneto

The Wallà: il progetto d’arte che ha riqualificato Vallà

Oggi ti porto con me a scoprire The Wallà: il progetto d’arte che qua riqualificato Vallà.

Siamo a Vallà, frazione di Riese Pio X in provincia di Treviso. Un posto piccino, di
circa tremila abitanti, spaccato in due dalla provinciale 667, ma con un’anima unita e grande come i
suoi muri dipinti. Ti racconto la sua metamorfosi in un museo a cielo aperto, grazie a The Wallà, un
progetto d’arte straordinario iniziato nel 2021 per volontà del Collettivo BocaVerta (bocca aperta in
dialetto veneto), un gruppo di persone legate profondamente al territorio in collaborazione con il
Comune di Riese Pio X, Regione Veneto e Provincia di Treviso, che ha deciso di dare nuova vita al
paesaggio urbano attraverso la street art.


Cos’è The Wallà


Il nome è un gioco di parole tra wall (muro) e Vallà, e l’idea è semplice ma ambiziosa: trasformare i
muri anonimi in splendide opere di street art, coinvolgendo artisti internazionali e residenti, per
cambiare il volto urbano e culturale del borgo.


Dal progetto sono state nate finora 23 opere disposte in un vero e proprio percorso artistico che
attraversa le vie del paese, realizzate da artisti di fama nazionale e internazionale e da iniziative
collettive che hanno coinvolto la comunità locale a partecipare attivamente alla rigenerazione di
spazi urbani aumentando il piacere di stare insieme, relazionarsi con il prossimo, vivere i luoghi
pubblici, guardarli con nuovi occhi e comprenderne i cambiamenti.


The Wallà è arte, ma è anche socialità, educazione, bellezza condivisa. Attraverso numerosi
laboratori per bambini, workshop creativi, momenti di incontro e dialogo il progetto riesce a
coinvolgere i residente a riappropriarsi delle aree pubbliche e riscoprirle come luoghi di relazione e
identità.

Gli artisti e i murales che ti fanno dire “wow”


Passeggiando per Vallà, ti imbatterai in murales che raccontano, sorprendono, emozionano. Opere
di artisti che hanno lasciato qui, tracce indelebili del loro estro creativo.
Eccone alcuni:

Kraser – “Le Tre Grazie”
Ispirato alle celebri statue di Antonio Canova, Kraser reinventa le Tre Grazie con uno stile fresco e
contemporaneo, fondendo classicità e street art metropolitana. L’opera posta nel crocevia
simboleggia, in un mondo che va veloce, la bellezza di restare e contrastare il degrado.

the wallà: le tre grazie

Tony Gallo – “Nonostante il tempo passi”
Emozionante e riflessivo, il murale di Gallo ricorda che, anche se il tempo scorre, le connessioni tra
persone restano. Un’opera intima inserita nella vita vera del borgo.

Millo – “Oltre la città”
L’opera raffigura un personaggio sognante tra i rumori della città.
Le dimensioni del protagonista, enormi rispetto allo spazio urbano che lo circonda, simboleggiano
una pausa di riflessione nella vorticosa quotidianità. In risalto, rosso, tra il grigio spento dei palazzi,
un cuore, vivo e pulsante di emozioni, con una piccola finestra aperta sul mondo. Il messaggio?
Non smettere mai di sognare e ascoltare il cuore.

Vera Bugatti – “Omaggio a Pasolini”
Questo murale, realizzato con tinte calde in contrasto con le due colonne che sembrano quasi
rappresentare delle sbarre, raffigura una contadina che ha scelto la vita rurale come atto di
ribellione. L’opera è un tributo a Pasolini, sempre in conflitto con la società consumistica.

Ericailcane -”Re Bel”
Nel suo immaginario fiabesco, l’artista rende protagoniste, una volpe e una donnola impegnate nel
gioco delle carte. La scelta degli animali, spesso minaccia del mondo contadino, rappresentano la
minaccia ai valori della socialità, dipingendo un aspetto della comunità cupa e violenta.

Alessandra Carloni
La distanza e il distacco fra le relazioni umane è sempre più tema attuale soprattutto nel post
pandemia. Questo ci mostra l’autrice nel suo murale. Il cambiamento relazionale tra le persone è
evidente e nell’opera sono rappresentati due personaggi su due uccelli “meccanici”, il cui distacco
fisico contrasta un filo che gli unisce. Un legame fra uomo e natura, che nessuna distanza può cancellare.


Momenti di comunità


The Wallà non è solo murales. È uno connessione con la comunità. Ne troviamo esempio nell’opera di Alice Pasquini (Alicè) realizzata insieme ai bambini delle scuole locali; ne “Il Piccolo Pixel”, un murale collettivo che ha contato la partecipazione di centinaia di residenti, ispirato al Piccolo Principe e realizzato con più di 5.900 tasselli colorati e nella Scrittura murale di Pinocchio che ha preso forma nel 2022 su una parete di 50 metri diventata un diario urbano scritto da mille persone, con frasi estratte dall’opera di Collodi.


Conservazione e studi scientifici


Un aspetto ulteriormente importante di The Wallà è l’approccio scientifico e protettivo: non solo di
creare, ma salvare queste opere nel tempo.
Dal 2024, il progetto è diventato un laboratorio con Università Ca’ Foscari di Venezia e studenti di
Conservation Science, che effettuano campagne diagnostiche sui materiali, analisi spettroscopiche,
monitoraggi per capire l’impatto del clima e dei veicoli
Lo scopo? Testare materiali, studiarne la durabilità, formare specialisti che possano proteggere la
street art all’aperto e prevenirne il degrado.


Cosa lascia Vallà dentro di noi?


Vallà è un luogo che passa dallo sguardo e cresce nella percezione e nel sentimento. The Wallà è il
suo scrigno di bellezza collettiva, dove arte, comunità e rigenerazione urbana si nutrono a vicenda
dimostrando che anche un piccolo borgo può diventare un faro culturale.
Perché ti innamorerai di Vallà?
Per la sua atmosfera autentica, che si respira a passo lento mentre si passeggia tra case, orti e muri
dipinti che raccontano storie, identità e speranza.
Quindi, se passate da queste parti, mettete Vallà nella vostra mappa: è uno di quei posti che ti
sorprendono, ti parlano e ti restano dentro.

Per tutte le novità sui nuovi murales. visita il sito ufficiale di The Wallà

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